Rosa Chemical

Photographer Riccardo Cagnotto
Fashion Editor Anna Pastore
Make-Up Alessandro Pepe using Givenchy Beauty
Photography assistant Luca LA Piana
Styling assistant Ilaria Malltezi
EDITORIAL FROM THE PRINTED Vol.4 Survivors rhapsody
On previous page: Rosa wears shirt and necklace Marco De Vincenzo, crown and earrings Radà
Interview Stefano Mastropaolo
Ciao Rosa Chemical e benvenuta su Flewid. La tua estetica fa parte della ricerca che la nostra rivista promuove. Un territorio fluido, senza etichette.
Ciao Flewid, è un piacere essere qui con te, anche perché quando si parla di fluidità, direi di essere nel posto giusto.
La musica che produci, d’altra parte, ha forti radici nel machismo, in netto contrasto con la nostra idea di libertà dei corpi. Come ti sei avvicinata alla scena rap?
Quando hai sentito il bisogno di scegliere l’estetica che ti caratterizza e qual è stata la reazione del pubblico e degli altri membri della scena rap italiana?
Non sono estranea alla scena rap, perché culturalmente sono figlia dell’hip hop. Il mio primo vero amore sono stati i graffiti, la compagnia che frequentavo da giovane mi ha avvicinata sempre di più a questo mondo, che, come Circe, mi ha incorporata. Per quanto riguarda l’estetica, invece, non posso certo dire che sia stata una scelta, la definirei, se proprio devo, al massimo un’estremizzazione di quella che è la mia personalità.
Cos’è per te la mascolinità tossica?
È uno dei maggiori problemi che affliggono l’Italia. I media attuali possono certamente essere annoverati tra le cause principali di un’altra piaga tutta italiana, che cercheremo di sconfiggere con la nostra innata bellezza.
Cosa significa essere fluidi per Rosa Chemical?
Essere Rosa. Essere Franco. Essere Manuel. Essere libera di essere me stessa, libera di far trasparire la mia femminilità, senza essere giudicata. Libera di far conoscere la mia mascolinità, senza essere accusata di nulla.
I tuoi testi sono ovviamente politicamente scorretti. Qual è l’accusa che ti ha dato più fastidio e perché?
L’accusa di razzismo e omofobia è tra le cose che mi hanno colpito più duramente e lasciato più perplesso. L’uso di termini come “frocio” o “negro”, totalmente decontestualizzati, sono termini che dovrebbero essere banditi dal vocabolario italiano. Ma non si può ignorare il contesto in cui vengono usati, perché assumono un significato completamente diverso. Tra i tanti mali che mi affliggono, non includerei certamente il razzismo e l’omofobia.
Nella canzone I Nuovi Gay canti: “La mia generazione è diversa. Abbiamo lo smalto rosa Mhm, abbiamo la borsa, gli occhiali da donna”. In che modo e rispetto a chi sei diversa?
Siamo diverse dalla generazione precedente che ha sofferto molto per i pregiudizi o, comunque, per il giudizio degli altri, al punto da privarsi di essere se stessa. Grazie a loro, siamo libere di essere chi vogliamo senza bisogno di etichette o categorizzazioni. Nella nostra generazione ognuno può essere ciò che è, ed è così che ci piace.”
Puoi dirmi tre icone che ti hanno ispirato a diventare Rosa Chemical?
In ordine puramente alfabetico: Non voglio ferire i sentimenti di nessuno:
– Justin Bieber
– Sasha Gray
– Marilyn Manson
Sei abituata alle collaborazioni nel tuo lavoro. Se potessi scegliere tre artisti con cui collaborare, ovviamente a parte quelli con cui hai già collaborato, chi sceglieresti e perché?
Potrebbe sembrare ripetitivo, ma in ordine puramente alfabetico: Non voglio ferire i sentimenti di nessuno:
– Justin Bieber
– Sasha Gray
– Marilyn Manson







