Drusilla Foer

 

Photographer Jacopo Paglione
Fashion Editor Emi Marchionni 

Make-Up and Hair Stefania D’Alessandro
Photographer assistant Federico Faini
Model David Torozoff @11:11management

EDITORIAL  FROM THE PRINTED Vol. 2  COURAGE PARADISE
On the cover  Drusilla wears dress AU197SM,  jilet Isabel Benenato

Interview Emi Marchionni

 

 

Volevo parlare un po’ con te, farti delle domande e conoscerti un po’ di più.
Intanto sono io che ringrazio per avermi invitata a stare nel vostro “contenitore”, così visivo, così visionario, così “altro”!

Noi dobbiamo ringraziare te che hai accettato di stare nella nostra famiglia e ciò ci onora. Iniziamo! Ricordi quando eri bambina? volevi essere qualcos’altro da quello che eri?
Io volevo essere assolutamente un maschio. Il primo ricordo che ho di me mi vede a Siena. (“Poi  sono partita presto con mio padre che è stato diplomatico e ci siamo trasferiti a Cuba”). Tra i primi ricordi che ho della mia vita c’e’ quello di stare su un albero di fico, perché ero un maschiaccio mi arrampicavo dappertutto. E ricordo  la donnina di casa nostra che mi disse: “scendi cogliona!” Infatti si sosteneva che se si cadeva dal fico non si guariva perché la croce di cristo era fatto di legno di fico. Quindi nel primo ricordo di me, mi vedo bambino arrampicata su questo albero di fico con il rischio di cadere e chiamata cogliona dalla fattoressa.

I ricordi di te stessa che hai da bambina sono solo questi?
Ce ne sono anche altri: sono ricordi molto dolci. Ho avuto la fortuna di avere una famiglia molto libera, molto vicino all’ascolto. Ho avuto dei genitori che hanno avuto una grandissima capacità di ascoltare. E ascoltare per me è una dimensione  molto importante proprio perché sono stata formata a questo.

La Drusilla di oggi già esisteva nei tuoi sogni quando eri bambina?
Ma no! Io pensavo che avrei fatto – non so – la paracadutista,   oppure che avrei fatto  molti sports  e magari  le olimpiadi !In altri momenti  avrei sperato di essere una ballerina del Folies Bergère… ecco le mie fantasie sul futuro cambiavano direi… mensilmente.

Sei mai stata vittima di bullismo da bambina?
Da piccolina sono cresciuta a Cuba, esattamente all’Havana e non ero cosi inserita nel mondo scolastico. I miei genitori ci fecero fare delle scuole pubbliche per cercare di coinvolgerci nel mondo della vita reale anche se sempre molto protetto perché era un periodo storico molto difficile. Bullismo vero no,  però ho avuto spesso la sensazione di essere una marziana, anche perché le bambine della mia eta’ erano bellissime, libere, ricce, abbronzate, formose, allegre. Io invece ero già molto composta ecco. Ero una bambina anche timida, e quindi ero incantata da tutta questa vita che c’era intorno. Venivo rispettata perché non ero cubana, quindi forse sono stata piu’ discriminata alla fine.

Riesci ad immaginare cosa staresti facendo adesso se non fossi la Drusilla che sei?
Non riesco tanto ad immaginarlo, cerco di non pensare  al passato con del rammarico e cerco nella vita di adesso di prendere tutte le occasioni che mi si pongono d’avanti perché  credo che non si finisce mai di imparare, non si finisce mai di sbagliare. Si dice in Toscana “chi non fa non falla”, quindi cerco di fare, cerco di sbagliare e d’imparare, sono contenta di quello che sto facendo adesso. Ho una vita molto diversa da quella che mi aspettavo, forse più calma, meno pubblica, più privata. Sono stata molto sociale, ma poi, in maturità, dopo che mi sono sposata e sono rimasta vedova, avevo deciso di ritirarmi e quindi tutta questa popolarità, questa piccola popolarità ( non si può parlare di una grande popolarità!) mi incanta in quanto non avrei creduto di averla.

Pensi che il mondo dello spettacolo della moda strumentalizzi le persone transgender solo per audience, per vedere prodotti oppure sono veramente interessati a promuoverne i diritti?
Io ho una ingenua attitudine a credere alla buona fede e soprattutto penso che la moda, la televisione, il cinema  tutto ciò che è comunicazione e tutto ciò che è un segno della società debba avere dei punti di riferimento il più possibile vari fra di loro. Io voglio veramente sperare che nessuno usi il mondo lgbt per fare audience o per dichiararsi “moderni”, (non voglio nemmeno dire tolleranti) ma è certo che qualcuno cavalca questa cosa. Tutto sommato mi fa piacere che, comunque, tutto il mondo lgbt adesso inizia  ad essere avvertito fortemente come un modello per qualcuno,  che sia anche tranquillizzante per tutti coloro che hanno un conflitto con il proprio sentire e non accettano del tutto ciò che sono o ciò che vorrebbero essere. Quindi più tutti noi siamo presenti gay lesbiche etero bisessuali transessuali tutti chiunque bisogna vedersi bisogna guardarsi bisogna incontrarsi e bisogna capirsi ed ascoltarsi.

 

 

Cos’e per Drusilla la fluidità?
Non so in che termini se ne parla oggi di fluidità.  Mi piace pensare alle scorrere delle cose, alle cose liquide che vanno ovunque. Si dice in toscana “l’acqua non si ferma quando sotto ai fiumi nei torrenti” mi piace questa idea della fluidità che è una cosa liquida che non si può bloccare, non si pò fermare, che si può infilare dappertutto. E la fluidità e una apertura al mondo, è una curiosità veloce come l’acqua che scorre, si infiltra dappertutto e poi c’è un detto bellissimo turco “vai come l’acqua e torna come l’acqua” e la fluidità per me eanche questo.

In un momento storico di chiusure come questo, pensi una figura come la tua possa aiutare le persone più fragili nel mondo lgbt.?
Penso e spero di portare qualcosa a tutti. Tutti abbiamo delle fragilità. Chiunque ha delle fragilità. Il mondo lgbt ancora è un pò diciamo turbato dalla discriminazione, dal non essere accettato ecc. spero  di portare un po’ di leggerezza ma  anche un po’ di coraggio sull’essere veri, sull’essere liberi ed essere disposti a esporsi, questo è molto importante.

Qual’è il motivo per cui hai deciso di posare per Flewid un progetto indipendente di nicchia?
E’ un progetto indipendente e già questa parola mi piace moltissimo. I contenuti hanno un valore, hanno uno spessore e  a me che sono un pochino tormentata dall’estetica perché sono  vanesia,  mi piace vedere le cose belle. Ho notato che c’è un rigore e un bellissimo linguaggio visivo sulla vostra pubblicazione e quindi mi piaceva dormirci dentro per  un pò.

C’e Qualcosa più di altro che hai imparato dalle esperienze  di questi anni che ti ha influenzato anche sul tuo percorso artistico?
Sono over controller, per me  è molto difficile cedere il controllo su tutto e fare questo lavoro mi ha insegnato a lavorare in team con le persone, mi ha insegnato a dare fiducia ma soprattutto rappresenta una bellissima opportunità  d’incontrare persone, di lavorare con esse, quindi mi ha insegnato il collaborare.

Come definisci il tuo rapporto con il tuo corpo in questo momento?
Come vecchia direi sono abbastanza in ordine, devo dire no!? Come diceva il caro Polo Poli quando era vivo “come salma son messa bene!”. Si, son fortunata perché ancora mi piaccio quando mi vedo non mi spavento, cerco di vedermi in tarda mattina  quando i lineamenti riacquistano la loro posizione dopo la dormita. Adesso sto spostando l’attenzione su altri “aspetti” di me oltre quello fisico. Mi piacciono molto le mie gambe… le sopracciglia e molto le mie orecchie.

 

 

C’é dualismo tra la tua parte maschile e femminile?
No, sono molto amici non c’è dualismo,  c’e’  spesso un confronto, c’e’ spesso  un’alleanza  e anche quando c’è conflitto il risultato è una convinzione. Quindi e’ molto necessario avere un buon rapporto con la propria parte maschile e la propria parte femminile  perché ognuna porta l’altra qualcosa e questo crea la verità delle convinzioni  del sentire.

Ti sei mai ispirata a qualche personaggio della letteratura, del cinema, dello spettacolo?
Questa domanda me la fanno abbastanza spesso. Ho incontrato tre donne nella mai vita, una elegantissima era Capucine che era una modella degli anni 50-60, una donna di una bellezza strepitosa. Un’altra è Monica Vitti che è la più bella di tutte  e resterà la più bella di tutte perché un po’ maschile, un po’ maschiaccio però erotica, simpatica, femminile… è un insieme di cose che io adoro! Un’altra  donna molto coraggiosa è Josephine Baker che ho conosciuto quando fece un concerto al Bobino a Parigi e che ho ammirato per il suo coraggio ad aver adottato tutti quei bambini  da sola una donna di  colore che veniva considerata una  bon sauvage; poi si è, invece, comportata come una donna evoluta che frequentava intellettuali artisti, ha fatto quello che ha voluto, e’ soprattutto una grandissima artista, una cantate strepitosa. Queste donne mi piacciono tantissimo. Poi le donne che mi piacciono sono veramente tante, sono poche quelle che non mi piacciono! E non mi piacciono, quelle che non sono autentiche. L’autenticità è una roba che mi seduce sopra ogni cosa e oltre l’aspetto fisico.

Qual è il modo più stupido in cui sei stata ferita?
Con un tradimento. Non di un uomo ma di un amico, ha messo lui davanti al nostro rapporto, un tradimento stupido ma inaspettato. Ciò che non mi aspetto di brutto è una cosa che mi ferisce molto.

Qual  è la tua paura più grande, se c’è?

É il vuoto, é lo svuotarsi.. non parlo dell’esterno la mia paura e’  quella di svuotarmi, di non avere più gioia nel fare le cose, non avere più capacità di fare le cose, di aprirmi agli altri. Di non avere più l’amore per le cose inaspettate, ho paura di svuotarmi del coraggio che ho avuto fino ad oggi. Se mi svuoterò vorrò svuotarmi un attimo prima di morire. Sarà più facile.

Dopo questa bella e poetica conclusione ti volevo ringraziare per essere stata qui.
Vi ringrazio a voi per essere qui, con te e per tutte le energie che oggi mi avete dedicato, l’attenzione e la cura.