Ecosex

Photography  Jordi A. Bello Tabbi
Floral Designer Alexandros Mars
Video Editing
Dario Montigiani

 

Ecosex by Giuditta Sin

Voglio ritornare alla fonte, nel ventre della madre, nelle braccia dell’amante. 
Affondare le gambe nella terra e riscoprirle radici. 
Le mie braccia tronchi che abbracciano tronchi. 
Oltre l’ecosessualità (la natura vista come amante e non più come madre), oltre la dendrofilia (attrazione sessuale per gli alberi), mi riconnetto con semplicità a ciò che di più profondo sono. 
Lo accetto e lo rispetto.
Attraverso la natura riscopro la mia stessa natura, mi spoglio di tutto per sentire dentro me stessa tutta la sua energia vitale e sentirla pulsare in ogni fibra del mio corpo. 
Libera nella mia selvaticità. 
Ciò che era prima di me e ciò che sarà dopo.
Ciò da cui provengo e ciò a cui tornerò. 

 

AMANDO LEI AMO ME STESSA.

 

Una dichiarazione d’amore sincera.
Una presa di coscienza proattiva verso una terra che va curata, verso un mondo sociale, ambientale, economico, che va rivoluzionato. 

Il progetto artistico performativo ECOSEX prendendo ispirazione dal movimento ecosessuale  mira a risvegliare una nuova coscienza ambientale con un approccio ispirato all’eros che ravviva la monotonia delle narrazioni sulla distruzione ambientale, spostando la metafora culturale da “Terra madre” a “Terra come amante”, per creare un rapporto più liberatorio, sostenibile ed equo con la natura. La Terra non è più vista come “madre premurosa” da cui farci nutrire e accudire e da cui continuare a prendere risorse, bensì come un nostro “amante”, un partner vero e proprio, di cui prenderci cura e amare, e da cui essere ricambiati, proprio come avviene in una normale relazione sentimentale tra due persone. L’ambiente è un bene da rispettare, ma diventa soprattutto un elemento da coinvolgere nell’intimità. L’obiettivo del movimento è quello di rendere la natura sensuale e attraente al punto da spingere le persone ad essere naturalmente portate a difenderla, per fermarne l’abuso e l’avvelenamento. 

Il mio lavoro artistico e performativo vuole mettere in discussione tale logica di predominio e l’uso della sessualità come “strumento” di controllo da parte della cultura dominante, per rivalutare la sacralità dei corpi e dei processi naturali. 

 

Le tematiche ambientali, lo sfruttamento indebito della natura e l’inquinamento climatico, sono strettamente connesse alle esperienze corporee femminili e riflettono la concezione occidentale di terra-natura-sesso-femminile-animalità alla base del sistema patriarcale capitalista, che mantiene le donne e la natura in una posizione subordinata.

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