Laccio

Photography Aldo Giarelli
Styling Michele Rombola, Luca Venturelli
Make Up and Hair Gaia Neri

 

DIGITAL COVER STORY
Laccio
waers total look Etro

 

Interview Emi Marchionni

Ricorda un momento in cui hai avuto assumere la responsabilità di trasformare una situazione negativa in una situazione positiva.
Mi è successo a Sanremo dello scorso anno. Era stato ordinato del tessuto multicolore per la performance di Raffaella Carrà, ed è arrivato tutt’altro. Per cui c’è stato un momento di panico e questo a pochissimi giorni dalla diretta, chiaramente. Abbiamo quindi dovuto, diciamo recuperare, degli altri abiti che avevamo utilizzato a X Factor e ritagliare del tessuto da questi. Abbiamo così utilizzato un tessuto che era molto più prezioso e luminoso. Quindi in realtà il fatto che non fosse arrivato quello giusto, alla fine, è stato meglio perché ci ha permesso di rilavorare un tessuto molto più prezioso e di avere una resa migliore sui ballerini.

In che modo la quotidianità influenza le tue scelte artistiche?
La quotidianità rappresenta per me la frenesia e quindi in realtà è l’antitesi di quello che vuole essere il risultato artistico. Nel senso che in una società dove è sempre tutto molto di corsa, tutto molto fruibile ma al tempo stesso di poco contenuto, l’obiettivo è allontanarsi da queste scelte così veloci per cercare di fare delle scelte artistiche che possano rimanere nel tempo. Quindi allontanarsi dalla quotidianità nel senso di frenesia: un punto di partenza di riflessione, affinché le scelte artistiche abbiano un contenuto molto più duraturo nel tempo e meno veloce, così come è sempre di più la quotidianità e la fruizione anche delle cose.

Ci sono tante compagnie di danza contemporanee in tutto il mondo ed ognuna ha il suo racconto. Alcune esplorano tematiche sociali che vanno dall’abilismo all’ageismo per citarne solo alcune e raccontano di una società pronta ad accogliere tutti. Cosa ritieni manchi tra il racconto narrativo e la realtà?
Il problema della distanza è che spesso le compagnie di danza quando hanno dei messaggi anche importanti, e quindi spettacoli importanti da portare in scena, sono sempre più lontane dalla realtà perché i luoghi dove loro portano la loro arte sono lontani dalla realtà. Se noi pensiamo che il messaggio di una compagnia che vuole portare un tema sociale sia fruibile solo a chi si può permettere di andare alla Scala o al Teatro dell’Opera, è quella la distanza dalla realtà. Cioè, il fatto che queste compagnie dovrebbero riuscire ad avere la possibilità di avvicinarsi alle persone più comuni, che tra l’altro sono quelle più disabituate allo spettacolo e ad andare a teatro. Dovrebbero riuscire a comunicare a questo tipo di società. Quindi diciamo che la distanza con la realtà è proprio una distanza quasi sociale e fisica. Chiaramente si parla delle grandi compagnie, perché poi esistono una serie di compagnie di nicchia che al contrario invece si esibiscono in teatri d’avanguardia, che hanno un altro tipo di pubblico, molto più vicino alle persone più “comuni”.

Dal tuo punto di vista cos’è l’inclusività?
È un tema per me sempre molto complicato, perché sono cresciuto in una famiglia dove la diversità non è mai stato un tema. Noi siamo abituati anche artisticamente a lavorare con persone con qualsiasi tipo di origine, di qualsiasi colore, di qualsiasi orientamento sessuale. Quindi io sono cresciuto in un ambiente in cui la diversità non è mai stata né un’eccezione negativa e né così evidente. Ecco che per me “inclusivo” è anche strano doverlo usare. Inclusività vuol dire mettere all’interno di qualcosa qualcuno che è diverso da quella cosa. Per me non dovrebbe neanche esistere, per me è la normalità quella.

Come definisci il successo?
È molto complicato definire il successo, perché soprattutto nel mio lavoro, non esiste un premio che ne identifichi il raggiungimento. Non è come ricevere un Grammy, un Oscar, un EMI. Quindi non essendoci un premio non c’è un punto della carriera dove dici “Ok, ho raggiunto il successo”. Sicuramente successo per me è quando a una tua idea viene dato un valore e quindi viene seguita. Ecco, per me quello è successo: il fatto che delle persone possano affidarsi a una tua creatività, con una fiducia totale.

In che modo le tue capacità si allineano con il successo?
Riferendomi a quello che ho detto prima, le mie capacità si allineano al successo quando si riesce a soddisfare un artista, un cliente, un progetto, allineando il consenso di tutte le persone che ci lavorano. Quindi parlando di successo e del fatto che l’idea sia vincente, vuol dire avere la capacità di soddisfare attraverso la tua arte quello che è il committente.

Qual è la tua filosofia di insegnamento?
Sembrerà banale ma l’insegnamento che io do ai ragazzi dell’accademia ma anche alle persone che lavorano nel team, è quello di ricordarsi di essere dei tecnici del mestiere. Non puntare mai al successo come persone o alla fama. Ecco il successo si, ma non alla fama perché è importante ricordarsi che noi siamo degli strumenti per arrivare al successo. Siamo le persone che lavorano dietro e quindi bisogna ricordarsi sempre questo. Rimanere umili, ma al tempo stesso straordinari. Cercando di trasformare tutto quello che è ordinario in straordinario. In qualsiasi angolo, cosa o persona c’è dello straordinario: bisogna avere la capacità di tirarlo fuori. Credere in tutti e tirare fuori il meglio di ognuno, sempre.

A cosa stai lavorando attualmente? Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Attualmente sto lavorando alla nuova edizione di X Factor, dove ancora una volta rivesto il ruolo di Direttore Artistico, occupandomi sia della messa in scena dei singoli artisti durante i live, che della parte coreografica legata al programma, dagli opening alla cura dei singoli momenti della puntata. Questo mese mi sono occupato anche di un evento importante per Falconeri. Una sfilata evento su Milano che il brand ha scelto di realizzare per la prima volta. Parlando di futuro invece, stiamo avendo i primi contatti di lavoro su una produzione che presto vedremo in Rai, ma di cui ancora non posso svelare molto e altri progetti ancora in fase embrionale ma che sarò ben felice di raccontare più avanti.

 

 I Live di X Factor 2023, show Sky Original prodotto da Fremantle, dal 26 ottobre tutti i giovedì su Sky e in streaming su NOW

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